Se anche tu sei tra quelli che hanno passato gli ultimi mesi a maledire quella benedetta circolare del Viminale che aveva praticamente messo ko il self check-in negli affitti brevi, beh… è arrivato il momento di stappare una bottiglia.
Il 27 maggio 2025, il TAR ha detto STOP alla circolare del Viminale con la sentenza n. 10210 ha dato ragione agli host e ha mandato al diavolo la circolare ministeriale che dal novembre scorso aveva trasformato la vita di chi gestisce B&B e case vacanze in un vero incubo.
Facciamo un passo indietro: cos’era successo?
Per chi si fosse perso la puntata precedente, ricapitoliamo velocemente. Il 18 novembre 2024 il Viminale aveva tirato fuori questa circolare che vietava il self check-in, imponendo alle strutture ricettive il riconoscimento “de visu” degli ospiti.
In parole povere: addio keybox, addio check-in automatici, addio alla comodità di accogliere gli ospiti anche quando sei in ferie alle Maldive. Tutti fisicamente presenti, con tanto di stretta di mano e controllo documenti faccia a faccia.
Un disastro totale, diciamocelo.
La rivolta degli host (giustamente incazzati)
Ovviamente, il settore extra-alberghiero non è stato a guardare. La FARE (Federazione Associazioni Ricettività Extralberghiere) ha fatto quello che tutti stavamo sperando: ha presentato ricorso al TAR. E indovina un po’? Ha vinto su tutta la linea.
Il TAR ha giudicato la circolare illegittima per tre motivi fondamentali, inclusa la violazione dell’articolo 109 del TULPS. Praticamente, i giudici hanno detto al ministero: “Scusate, ma qui avete esagerato”.
Una vittoria per l’ospitalità digitale
Non è solo una questione di comodità (anche se quella conta eccome). È una questione di buon senso. Questo cambiamento segna un passo importante verso un’accoglienza più moderna e flessibile, che risponde a quello che i turisti di oggi si aspettano davvero.
Pensaci: nell’era di Airbnb, Booking e check-in contactless, pretendere che tutti si presentino fisicamente per il riconoscimento è come voler tornare all’età della pietra. I viaggiatori moderni vogliono flessibilità, autonomia, velocità. E ora possono averla di nuovo.
Il futuro (finalmente) è digitale
Questa sentenza non è solo una boccata d’ossigeno per chi gestisce affitti brevi. È un segnale importante: la digitalizzazione del turismo non si può fermare con circolari ministeriali poco lungimiranti.
Il self check-in non è solo una comodità, è il futuro dell’ospitalità. E ora, grazie al TAR del Lazio, quel futuro può continuare senza intoppi burocratici.
Il verdetto finale
In sostanza? Gli host hanno vinto, il buon senso ha trionfato, e chi viaggia può tornare a godersi un check-in senza stress.
La morale della favola è semplice: quando la burocrazia esagera, prima o poi qualcuno la rimette al suo posto. E stavolta è successo proprio questo.
Ora scusatemi, ma vado a rimettere a posto la keybox che avevo nascosto in cantina. 😄
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